Intervista a Ciro Donnarumma

4. Ciro Donnarumma

 

Presidente di I.A.L Emilia Romagna

Ciro Donnarumma è Presidente di I.A.L Emilia Romagna, impresa sociale S.R.L. che si occupa di formazione, apprendimento e orientamento al lavoro per giovani e meno giovani.

 

Presidente Donnarumma, ci racconta la realtà di IAL?

IAL Emilia Romagna è un’impresa sociale che da oltre cinquant’anni trasforma la formazione in opportunità di lavoro. Nati all’interno della CISL, siamo oggi un punto di riferimento regionale per chiunque voglia investire sulle proprie competenze.

Ai ragazzi offriamo una strada concreta dopo le medie, i nostri corsi triennali IeFP sono vere e proprie palestre di vita e mestiere. Penso ai nostri fiore all’occhiello nella ristorazione e il turismo tra Serramazzoni e Cesenatico, o ai poli tecnologici di Meccanica e Informatica a Modena o all’Accademia della estetica e acconciatura su Ferrara e Ravenna. Ma non ci fermiamo solo ai giovani. Con il Programma GOL Orientamento al lavoro e i corsi di alta formazione IFTS, aiutiamo gli adulti a riposizionarsi nel mercato del lavoro. Alle imprese, invece, offriamo un servizio a 360 gradi, dalla sicurezza alla gestione degli apprendisti, fino alla consulenza sui Fondi Interprofessionali. Un altro pilastro del nostro operato è il lavoro diretto all’interno delle filiere produttive, di cui l’Accademia delle Carni e dei Salumi è l’esempio più emblematico. Questa realtà è nata da un’analisi puntuale dei fabbisogni delle imprese locali, in una regione che rappresenta la Food Valley mondiale, la formazione deve essere all’altezza delle sfide globali. Per questo motivo, non ci limitiamo a insegnare la tecnica del taglio formiamo professionisti completi, capaci di raccontare il prodotto, gestirne la sicurezza alimentare e promuoverlo con efficacia sul mercato. Oggi, con 14 sedi operative distribuite capillarmente da Piacenza a Riccione, IAL Emilia Romagna è un ponte solido tra le persone e il lavoro. Siamo pronti a dare risposte concrete a chi cerca una strada professionale e alle aziende che hanno fame di talento e competenza.

 

Ci può raccontare la sua storia professionale, la sua esperienza manageriale fino a ricoprire l’incarico di Presidente di I.A.L?

Il mio percorso affonda le radici nel cuore del tessuto produttivo modenese. Dopo aver conseguito il diploma tecnico presso lo storico istituto “Corni di Modena”, ho mosso i primi passi nel settore dell’arredamento. Però la vera svolta professionale è avvenuta nel 1987, quando l’incontro con la CISL ha dato inizio al mio impegno sindacale nel distretto della ceramica tra Formigine, Maranello e Sassuolo.

In quegli anni, come operatore intercategoriale CISL, ho affrontato le sfide di settori complessi e vitali come l’edilizia, il settore grafico e il tessile, imparando il valore del confronto diretto e della tutela del lavoro in situazioni in quel momento difficili di crisi aziendali.

L’ingresso nella segreteria della FILCA (il sindacato degli edili) nel 1992 ha poi segnato l’inizio di una fase di profonda specializzazione manageriale. Cruciale è stata la partecipazione al “Corso Lungo Cisl Confederale” per dirigenti presso il Centro Studi CISL di Firenze: un’esperienza formativa d’eccellenza che prevedeva sei mesi di studio intensivo. Questa solida preparazione mi ha permesso di assumere crescenti responsabilità, prima come Segretario Generale Provinciale della FILCA nel 1994 e, successivamente nel 2002, come Segretario Generale Regionale Filca.

Nel 2012 sono stato chiamato a far parte della Segreteria Generale della Cisl Emilia Romagna, assumendo l’incarico di Segretario Regionale Organizzativo e alle Politiche per l’Industria e Formazione. Durante questo decennio ho consolidato competenze strategiche sulla sicurezza sul lavoro e sulla contrattazione, ponendo un accento particolare sulla Bilateralità e sul Welfare.

Inoltre l’esperienza maturata nel settore edile (Casse Edili e Scuole Edili) è stata la base per sviluppare e potenziare il sistema bilaterale in EBER (Ente Bilaterale Emilia Romagna), estendendo tutele e formazione continua anche al comparto delle piccole imprese artigiane.

Questo lungo viaggio, scandito dall’ascolto del territorio e dalla gestione di dinamiche organizzative complesse, è approdato il 27 aprile 2022 alla nomina come Presidente di IAL Emilia Romagna. Oggi metto a disposizione dell’ente questa eredità di competenze, guidato dalla ferma convinzione che la formazione sia lo strumento principale per garantire dignità al lavoro e competitività duratura alle nostre imprese.

 

Quanto è importante per voi la formazione diretta ai vostri dipendenti, svolta in questi anni con Massimo Folador e Askesis?

L’esperienza sviluppata con Askesis, e quindi con Massimo Folador, è iniziata ancor prima del mio arrivo alla Presidenza di IAL Emilia Romagna; essa rappresenta per noi un patrimonio di grande valore. Siamo partiti dall’applicazione della Regola Benedettina al contesto aziendale per sviluppare percorsi di riflessione profonda su temi cruciali, dalla comunicazione efficace all’analisi del mercato, fino alla gestione delle relazioni interpersonali. In particolare, considero fondamentale il lavoro fatto sulla “delega” rivolto a tutti i nostri dirigenti.

Inoltre, lo scorso anno abbiamo sperimentato un format innovativo con Adriana Bagnoli, coinvolgendo direttamente i nostri allievi nella presentazione del Bilancio Sociale 2024 (che ripetiamo anche quest’anno): un modo per rendere trasparente e condiviso il valore che generiamo. Guardando al futuro, stiamo già predisponendo un nuovo percorso formativo 2026 con Padre Natale Brescianini. L’obiettivo è chiaro: continuare a potenziare le competenze dei nostri responsabili di sede, fornendo loro gli strumenti per gestire la complessità con competenza e umanità.

 

Il tema della “partecipazione” innerva tutta la vostra attività. La legge, approvata di recente, sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese è frutto di una battaglia della CISL. Perché la partecipazione è oggi una chiave per la crescita?

La partecipazione non è per noi solo un concetto teorico o una battaglia politica, ma una pratica quotidiana. Mi preme sottolineare con orgoglio che nella nostra società Impresa sociale IAL Emilia Romagna, la partecipazione è attiva già da diversi anni. Il nostro Statuto, infatti, prevede che un componente del Consiglio di Amministrazione e un Sindaco Revisore siano eletti direttamente dai lavoratori. Non stiamo parlando di una possibilità futura, ma di una realtà consolidata.

Oltre alla rappresentanza negli organi di controllo, promuoviamo una partecipazione organizzativa, lavoriamo costantemente con i nostri responsabili di sede per una condivisione profonda dei progetti. Questo approccio rende ogni dipendente parte integrante della missione aziendale, trasformando la strategia in un impegno collettivo.

I risultati di questo modello sono visibili nei numeri: in questi anni siamo cresciuti costantemente, passando dai 184 dipendenti del 2022 ai 212 del 2025.

Questa crescita occupazionale è la prova che un ambiente partecipativo genera stabilità e sviluppo. Guardando al panorama nazionale, riteniamo fondamentale il tema della partecipazione attiva dei lavoratori nelle imprese, sul solco del modello tedesco (Mitbestimmung – co-determinazione). In questo senso, la nuova legge è un passo storico e credo fermamente che, attraverso lo strumento della contrattazione, si possa sviluppare ulteriormente questa modalità. Non è solo una questione di diritti, ma una condizione essenziale per la sopravvivenza e la competitività delle imprese nel mercato moderno.