La fragilità che diventa forza, l’esercizio che diventa eccellenza. Askesis accompagna Gulliver tra leadership e sostenibilità

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C’è un filo che lega la cura e l’impresa, la fragilità e la leadership, il bene comune e la sostenibilità economica. È il filo che Askesis e il Centro Gulliver di Varese stanno tessendo insieme da diversi anni, in un progetto che non si accontenta di definizioni semplici: non è solo formazione, non è solo consulenza, non è solo partnership. È un percorso di trasformazione che guarda lontano.

Il Centro Gulliver è una realtà che dal 1986 rappresenta una “comunità che cura”, un punto di riferimento per chi affronta dipendenze e fragilità psichiatriche sul territorio varesino e oltre. I numeri raccontano un impatto che va ben oltre le parole: oltre 3.400 persone aiutate, 113 posti accreditati per le dipendenze, 46 per la psichiatria, 126 collaboratori che ogni giorno mettono competenza ed empatia al servizio della cura. E poi c’è il lavoro di prevenzione: più di 1.600 studenti incontrati, 366 progetti dedicati ai giovani. Con nove comunità residenziali accreditate, servizi territoriali che abbracciano decine di comuni, un consultorio familiare e progetti di agricoltura sociale come gli Orti di Bregazzana, Gulliver ha saputo tradurre nei fatti il proprio motto: “la fragilità che diventa forza”.

Ma anche le organizzazioni più solide, quelle che per decenni hanno costruito valore sociale con dedizione e competenza, oggi si trovano di fronte a una sfida nuova: continuare a crescere senza perdere la propria anima cooperativa, sviluppare una cultura d’impresa rafforzando l’attenzione alla persona, rispondere alle logiche di efficienza e sostenibilità economica senza dimenticare che al centro ci sono sempre volti, storie, fragilità che chiedono di essere accolte.

Il progetto che Askesis sta sviluppando con Gulliver nasce proprio da questa consapevolezza: che una cooperativa sociale può e deve essere un’impresa eccellente, capace di misurarsi con gli standard più alti di gestione manageriale, di sostenibilità integrale, di pianificazione strategica. Non nonostante la sua missione sociale, ma proprio in virtù di essa.

Il percorso si è articolato su più ambiti, intrecciati e complementari. Al centro c’è la formazione manageriale sulla leadership e sulla sostenibilità, rivolta al Comitato Consultivo e ai Referenti di Gulliver: un ciclo di incontri pensato per offrire ai leader della cooperativa strumenti concreti grazie ai quali poter guidare un sistema complesso e integrare nelle decisioni quotidiane una visione che sappia tenere insieme economia, ambiente e società. La leadership in una cooperativa sociale, infatti, presenta un’importante peculiarità: deve saper motivare e guidare le persone verso obiettivi aziendali concreti, senza mai dimenticare che ogni scelta ha un impatto diretto su chi vive la fragilità.

Parallelamente, è stato avviato un rigoroso assessment di sostenibilità che ha permesso a Gulliver di guardarsi con occhi nuovi: analizzare le proprie performance sociali e ambientali, mappare gli stakeholder, comprendere quali delle azioni che da anni vengono perseguite siano in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’agenda ONU 2030. Un assessment che permette di far emergere, grazie a diversi strumenti di analisi quanti-qualitative, punti di forza e aree di miglioramento, per rendere visibile ciò che spesso rimane implicito nell’operare quotidiano.

Questo lavoro analitico si è intrecciato con un momento di riflessione profonda sull’identità e sugli intenti strategici: chi siamo davvero? Dove vogliamo andare? Come possiamo tradurre il nostro patrimonio valoriale in azioni concrete e misurabili? Un dialogo tra direzione generale, e management per definire insieme un orizzonte condiviso, per costruire quella consapevolezza diffusa che è la premessa di ogni cambiamento sostenibile.

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Da qui l’obiettivo per i prossimi anni è costruire in modo partecipato un vero e proprio Piano Strategico di Sostenibilità: non un documento da archiviare, ma uno strumento operativo che sistema le politiche esistenti e disegna quelle future in ambito ESG. Un piano che assegna responsabilità, definisce indicatori di monitoraggio ed integra obiettivi di sostenibilità con quelli economici. E che culminerà in un Report di Sostenibilità capace di comunicare in modo trasparente e dettagliato i progressi compiuti, gli impatti generati, la direzione intrapresa.

Ma il progetto va oltre la sola dimensione consulenziale e formativa. Esiste infatti un contesto fisico che, più di ogni altro, rappresenta il senso concreto di questa partnership: la Cascina Tagliata, luogo immerso nel verde degli Orti di Bregazzana.

La Cascina è oggi uno spazio dedicato ad attività formative ed eventi aziendali, capace di offrire non soltanto ambienti accoglienti e una cucina realizzata con prodotti a KM zero, coltivata negli orti della cooperativa, ma soprattutto un’esperienza autentica.

Ed è proprio da questo contesto che nascono le esperienze di volontariato d’impresa promosse da Askesis e Gulliver: occasioni pensante per sensibilizzare le aziende sull’importanza dell’impegno sociale, creare ponti tra il mondo del profit e quello del non profit e scoprire che la partecipazione attiva genera benefici tangibili e reali non solo per la comunità, ma anche per coloro che vi prendono parte.

Alla Cascina Tagliata è possibile realizzare anche percorsi formativi distintivi o momenti di team building progettati per offrire alle persone esperienze capaci di unire crescita professionale, riflessione personale e relazione con il territorio.

Tra le proposte è presente “L’Impresa in Cammino”, un’esperienza outdoor in cui il camminare insieme diventa metafora del percorso aziendale, dove le suggestioni del territorio aprono riflessioni inedite su leadership, relazioni e obiettivi condivisi. Un’altra proposta è dedicata a “La Natura come maestra”, che esplora il legame profondo tra ambiente e cura, tra sostenibilità ecologica e sostenibilità d’impresa.

Oggi, più che mai, c’è bisogno di organizzazioni come Gulliver: capaci di essere imprese solide e al tempo stesso fedeli alla propria vocazione cooperativa, attente ai numeri e insieme capaci di guardare negli occhi le persone, orientate all’efficienza senza mai perdere di vista il senso profondo del proprio agire.

Per questo il percorso continua. Perché la fragilità, quando incontra la cura, la competenza, la visione strategica e la volontà di non fermarsi mai, davvero può diventare forza. Una forza che fa bene all’impresa, alle persone, al territorio.