Il Rugby come metafora di vita e nel mondo del lavoro
Una giornata di sport con DEF Italia per essere squadra insieme.
È risaputo che il rugby sia molto più di uno sport e venerdì 12 settembre DEF Italia – filiale italiana di Réseau Def SA, impresa specializzata nella produzione di sistemi di sicurezza – lo ha sperimentato insieme ad Askesis e Rugby Parabiago.
Un’iniziativa all’insegna del divertimento e dell’apprendimento, in cui l’azienda ha scelto di mettersi in gioco, partecipando a un’esperienza unica che ha permesso al team di avvicinarsi ai valori del rugby, esplorandoli come metafora delle dinamiche aziendali e della vita lavorativa di ogni giorno.
Il team building, realizzato in collaborazione con Rugby Parabiago, squadra di Serie A1 e storico partner di Askesis, si è svolto presso il Centro Sportivo Venegoni – Marazzini, struttura messa a disposizione dalla società sportiva. L’esperienza proposta si inserisce all’interno di un percorso più ampio sviluppato da Askesis, che sin dalle prime attività ha avuto l’obiettivo di rafforzare le relazioni interne e promuovere una maggiore coesione all’interno del team di DEF.
Fin dalle sue fasi iniziali, il progetto si è focalizzato sulla creazione di un clima di lavoro positivo e partecipativo, volto ad aumentare il senso di collaborazione e il coinvolgimento tra le persone.
Più che un semplice sport, il rugby è una vera e propria scuola di vita: collaborazione, rispetto, sostegno reciproco, fiducia e responsabilità sono solo alcuni dei valori che lo contraddistinguono e che sono emersi con forza durante l’intera giornata.
È proprio su questi principi che è stata costruita l’esperienza, offrendo a tutti i partecipanti la possibilità di riflettere su quanto sport e lavoro, sebbene mondi apparentemente distanti, possano dialogare tra loro e arricchirsi reciprocamente.
La giornata si è aperta con un primo momento di formazione in aula, in cui è stato approfondito il legame tra dinamiche sportive e dinamiche aziendali: l’importanza rivestita dal rispetto delle regole, dalla condivisione di responsabilità e ruoli, la visione attraverso cui si fonda la strategia “di gioco” come un pilastro su cui poggiare le proprie attività. Un lavoro di squadra, insomma, che richiede regole chiare e comuni, comunicazione efficace e allineamento su obiettivi e valori condivisi.
Un momento particolarmente sentito è stato quello della consegna delle maglie da gioco, simbolo di identità, appartenenza e spirito di squadra. Un gesto semplice ma pieno di significato, che ha dato carica ed entusiasmo a tutto il gruppo.
Come ha sottolineato Daniele Porrino – Direttore Tecnico del Club rossoblù –: “Il rugby ci insegna che il nome sul cuore è molto più importante del nome sulla schiena. Che significa: la squadra è molto più importante del singolo. “Lascia la maglia in un posto migliore” è una frase bellissima usata dagli All Blacks che ci vuole spingere ad essere umili, ad assumerci responsabilità, a portare dei miglioramenti e incrementare l’eredità che ci viene lasciata”.
I protagonisti del team building si sono così spostati in campo per mettere in pratica i concetti appresi e familiarizzare con la palla ovale e la sua unicità. È proprio nel rettangolo verde che il team ha appreso uno degli insegnamenti più significativi racchiuso in una delle regole fondamentali del rugby: la palla si passa solo all’indietro per poter avanzare insieme. Un gesto apparentemente controintuitivo ma dal profondo significato simbolico: per far progredire il gruppo, è necessario dare fiducia, coinvolgere gli altri e mettersi al servizio con umiltà.
Nel rugby, come nel lavoro, non si vince mai da soli. Il successo si raggiunge solo se ogni membro del team collabora, sostiene i colleghi e lavora con consapevolezza verso un obiettivo comune. Un valore del rugby che può essere tradotto e ricodificato anche all’interno del mondo aziendale come afferma Christian Lattuada – Direttore Generale DEF Italia –: “Il rugby ci ha mostrato, con semplicità e potenza, cosa significa davvero essere squadra: avanzare insieme, sostenersi, comunicare con chiarezza e rispettarsi sempre; aspetti fondamentali per affrontare le nostre sfide quotidiane. È da giornate come questa che si rafforza la consapevolezza di appartenere a un gruppo coeso, capace di condividere valori e obiettivi comuni”.
Un team funziona – e «va in meta» – quando scelte, relazioni e obiettivi condivisi si fondano sulla consapevolezza di far parte di qualcosa di più grande; un gruppo in cui ogni persona, indipendentemente dal ruolo, sa di poter contare sugli altri per raggiungere il successo comune, mettendo in campo il meglio di sé e contribuendo a creare le condizioni perché anche gli altri possano fare altrettanto.
Pietro D’Angelo
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