Valutare la “longevità” di un’organizzazione: la relazione d’impatto di Keminova SB, bussola per l’impresa sostenibile

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Valutare è una parola che dice più di quanto sembri. Affonda le sue radici nel latino valere, che significa stare bene, essere in forze, godere di buona salute: valutare qualcosa, alla lettera, è chiedersi quanto stia bene.

Eppure, quando si valuta un’impresa, lo sguardo è sempre andato in una sola direzione: quella economica. Fatturato, margini, patrimonio, capacità di generare cassa. Una valutazione ancora oggi necessaria ma parziale. Esistono infatti aspetti della salute di un’azienda che i numeri economici non catturano: la qualità delle sue relazioni con le persone, il suo impatto ambientale, la solidità della propria reputazione lungo la filiera produttiva. Sono fattori che non appaiono nel bilancio economico finanziario ma che determinano la capacità dell’impresa di durare nel tempo.

Se per decenni questa parzialità è stata comprensibile, oggi non lo è più. Le recenti crisi sociali e ambientali hanno dimostrato che la redditività non è un rifugio sicuro: le loro conseguenze hanno iniziato a riversarsi direttamente sulla performance economica delle aziende, trasformando fattori esterni in variabili operative concrete. Basti pensare, ad esempio, alla crisi energetica del 2022-2023, che ha moltiplicato i costi per le aziende manifatturiere europee, erodendo i margini anche di imprese che vantavano bilanci solidi. Oppure, nel medesimo periodo, alla scarsità di talenti sul mercato del lavoro che ha costretto molte aziende ad aumentare i salari fino al 20% per trattenere le competenze critiche, comprimendo ulteriormente la redditività operativa.

In altre parole, la valutazione delle performance ESG, ovvero ambientali, sociali e di governance dell’impresa, non è uno sguardo rivolto solo all’interno: è un termometro del rapporto tra l’azienda e il mondo che la circonda. Chi la pratica conosce la propria esposizione alle crisi e la propria capacità di risposta e può decidere per tempo dove intervenire. Chi la ignora naviga senza strumenti proprio nelle acque più agitate.

È in questo nuovo orizzonte che trovano fondamento le società Benefit. Questo nuovo modello di far impresa prevede di perseguire finalità ulteriori al profitto e di assumere questo impegni inserendo nel proprio statuto quello che si vuole perseguire. Inoltre, queste società sono obbligate per legge annualmente a misurare e rendicontare le proprie performance per valutare le azioni intraprese per perseguire le proprie finalità e la loro capacità di generare valore per tutti i loro stakeholder.

È con questa visione che Askesis ha accompagnato Keminova Italiana SB, azienda bresciana attiva nella cosmetica conto terzi e Società Benefit, nella costruzione di una Relazione d’Impatto 2025 che non fotografa un singolo anno, ma racconta un’evoluzione.

Il percorso di rendicontazione è stato impostato secondo la logica del miglioramento continuo: non una lista di azioni isolate, ma il racconto di come le finalità di beneficio comune iscritte nello statuto sono state perseguite e si sono consolidate e rafforzate nel tempo. Ciò viene testimoniato ulteriormente dal confronto dei dati sulle performance ESG tra 2024 e 2025 che testimoniano la maturazione dell’organizzazione.

Il risultato finale è una relazione che unisce rigore e identità. Keminova ha scelto di raccontarsi attraverso il Metodo Keminova, un progetto di data design che trasforma i dati del processo produttivo in un erbario simbolico. Una scelta che non è un vezzo estetico, ma il riconoscimento che un report esiste solo se viene letto, e che i dati trovano significato quando raggiungono le persone.

Dietro questa veste, i contenuti testimoniano lo stato di salute di un’impresa consapevole del proprio percorso. Ogni dato del 2025 parla di consolidamento e non di novità: il punteggio di 86,7 nel B Impact Assessment rappresenta il culmine di anni di lavoro; la certificazione per la Parità di Genere rafforza un impegno strutturale dell’organizzazione; la riduzione delle emissioni documenta l’efficientamento progressivo del proprio impatto ambientale; la collaborazione con Plastic Bank segna l’approfondimento di un impegno che cresce; il Giardino di Carta, nel suo terzo anno, ha ormai superato i 600 volumi e coinvolto decine di relatori, dimostrando come l’ecosistema culturale si stia radicando profondamente.

C’è un ultimo passaggio del percorso di Keminova che completa il senso della valutazione fin qui effettuato. La Relazione d’Impatto 2025 non è rimasta un documento da scaricare dal sito: l’azienda ha scelto di presentarla in un evento dedicato, aprendo le porte a collaboratori, clienti, fornitori e comunità locale. Perché una valutazione acquista valore quando viene condivisa: raccontare di persona i risultati raggiunti e gli impegni assunti trasforma la relazione da adempimento a momento di incontro autentico, e restituisce alle persone che quei risultati li hanno resi possibili il riconoscimento che meritano.

È qui che la relazione d’impatto rivela il suo valore più profondo: non una fotografia da archiviare, ma una valutazione che orienta le scelte future, documenta il percorso intrapreso e rafforza la fiducia di chi guarda all’impresa dall’esterno. La “salute”, in azienda come nella vita, non si improvvisa: si misura, si cura e si coltiva nel tempo.

Stefano Voltolini

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Per leggere la Relazione d’Impatto 2025 di Keminova: Relazione di Impatto – Keminova