Notabene – Massimo Folador
Sostenibilità e longevità dell’impresa. Due facce della stessa medaglia.
Il “Future of Jobs Report”, studio del World Economic Forum, ogni due anni, analizza le macro-tendenze globali e definisce quali saranno le competenze fondamentali richieste dal mercato del lavoro per fronteggiare le sfide e rispondere alla crescente complessità dei mercati e del contesto.
Un’analisi molto interessante per chi, come noi, si muove all’interno di questo ambito con la consapevolezza che al cambiamento repentino del contesto sociale ed economico serve rispondere adattando tutto ciò che rende un’impresa “sostenibile”, ovvero capace di dare risposte coerenti e innovative ai rischi e alle opportunità dentro cui opera.
Le persone, le loro competenze e la loro motivazione sono un fattore chiave nello sviluppo di un’organizzazione e ce ne stiamo rendendo conto ogni giorno di più, ma vi sono altri due elementi che giocano un ruolo determinante: l’organizzazione e la strategia. Ed è su questo secondo tema (il primo lo lasciamo magari ad un prossimo approfondimento) che agisce lo strumento di cui parliamo oggi nella nostra newsletter: il “Report di sostenibilità”, altrimenti detto in una Società Benefit, “Relazione d’impatto”.
Ma serve fare un passo indietro per meglio comprendere in che modo e perché questo strumento può essere determinante e utilissimo, a patto che venga inserito dentro un contesto più ampio e che diventi realmente uno strumento operativo. Le domande da cui partire nelle nostre aziende sono apparentemente semplici ma di fatto determinanti: cosa è per noi la sostenibilità? Quanto veramente innerva le nostre decisioni e si pone come leva strategica per lo sviluppo delle nostre imprese? Quanto siamo certi possa contribuire veramente alla “longevità” delle nostre organizzazioni?
Ormai da diversi anni, Askesis supporta tante aziende nel passaggio a Società Benefit e questo ci ha aiutati a definire un “modello” che permette a qualunque azienda abbia deciso di implementare realmente una strategia indirizzata verso la sostenibilità, di realizzare delle scelte consapevoli e coerenti. Grazie anche alle attività formative e di ricerca organizzate in LIUC e ANTONIANUM abbiamo dato vita al “Sustainability Management Cicle”, ovvero un insieme di attività individuali e aziendali che possono contribuire ad un cambiamento effettivo dell’organizzazione e al miglioramento dei suoi risultati. I passaggi sono diversi, complementari e successivi e vanno dalla formazione, al piano strategico, alla sua attuazione e culminano, per l’appunto, con il Report di Sostenibilità, che è apparentemente il passaggio finale ma, di fatto, è quello che innesca le azioni successive e rende circolari e risolutive le attività.
La riflessione che legittima l’importanza di questo output è facilmente comprensibile attraverso il parallelismo tra l’Economia Classica – e il suo strumento di analisi principale, il bilancio di esercizio – e i nuovi modelli economici che adottano nuovi strumenti di valutazione, misurazione e rendicontazione. Se l’economia classica, profondamente centrata sulla dimensione economica e finanziaria di un’azienda, vede nel bilancio di esercizio, nel conto economico e nello stato patrimoniale, gli strumenti di analisi e verifica più importanti, l’Economia Integrale, fortemente indirizzata verso queste dimensioni ma anche verso la gestione della relazione con tutti gli stakeholder, affianca al bilancio di esercizio il Report di Sostenibilità che, se ben realizzato, può misurare la qualità delle relazioni con ogni singolo stakeholder e nel suo insieme. Volendo fare un parallelismo con salute e longevità personale, è come se accettassimo la sfida che la nostra longevità dipenda necessariamente non solo da elementi fisici (per un’impresa la dimensione economica) ma anche da fattori psicologici, relazionali, emotivi, spirituali (per un’impresa la relazione con gli stakeholder primari) ed è bene analizzare tutti questi fattori per poter lavorare efficacemente sulle loro risultanze e operare azioni di miglioramento. Se la sostenibilità, la “longevità” delle nostre aziende, è figlia della cura della dimensione economica/finanziaria ma anche dalla relazione fiduciaria e collaborativa con collaboratori, clienti, partner, territorio e ambiente, allora servirà uno strumento di analisi quanti/qualitativo che aiuti a leggere l’efficacia, o meno, di questa relazione e a migliorarla.
Per questo la Relazione d’Impatto è così importante.
Per questo motivo ci fa molto piacere presentarvi quella di Askesis e per lo stesso motivo da anni collaboriamo alacremente al fianco delle aziende che ne comprendono la valenza per il proprio futuro e di tutti i portatori di interesse, che questo futuro contribuiscono a creare.
A chi desidera approfondire auguro allora buona lettura della newsletter e della nostra Relazione d’Impatto, restando come sempre disponibili per commentarla e per qualsiasi azione comune possa rendere più sostenibili e longeve le nostre aziende.
